ANCHE NEL BUIO PIU’ PROFONDO SI PUO’ TROVARE LA FORZA DI REAGIRE: “VITE SPEZZATE”, IL NUOVO LIBRO DI NINA MISELLI

Casertasera.it

20161114_170703Piedimonte Matese. La scrittrice Nina Miselli, piedimontese di nascita ma residente in Emilia Romagna, presenta il suo ultimo lavoro “Vite spezzate”- edito Youcanprint- che va così ad aggiungersi ai precedenti romanzi, molti dei quali ambientanti proprio nella sua città natia; come questo, quasi ad evidenziare un legame indissolubile, un filo conduttore che lega ogni suo libro e i personaggi.
Anche nel buio più profondo si può trovare la forza di reagire” spiega la scrittrice Nina “Soprattutto quando di colpo perdiamo la persona che amiamo e la sofferenza a cui siamo sottoposti sembra avere la meglio sulla vita; rimaniamo attoniti, pietrificati, con la consapevolezza di non poter fare nulla. Ma un giorno le vite dei protagonisti di questo libro, tre adulti e due bambini, si intrecceranno fino a quando uno spiraglio di luce inizierà a prendere nuovamente vita”. Di nuovo Piedimonte il luogo scelto come ambientazione del…

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ANCHE NEL BUIO PIU’ PROFONDO SI PUO’ TROVARE LA FORZA DI REAGIRE: “VITE SPEZZATE”, IL NUOVO LIBRO DI NINA MISELLI

Piedimonte Matese. La scrittrice Nina Miselli, piedimontese di nascita ma residente in Emilia Romagna, presenta il suo ultimo lavoro “Vite spezzate”- edito Youcanprint- che va così ad aggiungersi a…

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http://www.inmondadori.it/Dieci-minuti-oltre-la-morte-Nina-Miselli/eai978889113979/

Il momento più bello per una donna è la nascita di un figlio. Per nove mesi sogni il momento in cui lo avrai tra le tue braccia. Ho sognato mio figlio per otto mesi e per un istante l ‘ho avuto tra le mie braccia, poi il buio mi ha avvolto tra le sue braccia conducendomi in un mondo di nuvole, la mia vista e il mio udito sembravano due cose distinte, ognuno con un proprio corpo. Non avevo un corpo ma aria pura….
La mia aria era circondata da una fitta nebbia, non vedevo nulla e nessuno. Non c’erano mura, alberi o case. Non c’era nulla.
Non mi interessava sapere come fossi finita in quel luogo, non mi interessava nulla. Stavo finalmente bene! Avevo trovato la pace.
Quella pace che per anni avevo cercato in vita, era lì a portata di mano.
Sotto di me c’era un pavimento di nuvole.
Mi voltai per guardare oltre e lo vidi.
Le nuvole si allontanarono ondeggiando, lasciando il posto a un luccicante portale dorato. Sentii l’aria mossa che mi avvolgeva tutta.
Tutto era rilassante e confortevole.
Era un tunnel buio, nero come la morte. In fondo, alla fine del tunnel c’era una luce forte, dolce piena di pace, Dio.

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La Promoter

La Promoter

Sabry, una ragazza come tante, con sogni e fantasie in cerca di un futuro. La sua vita di colpo finisce e inizia un incubo, e la sua visione delle cose diventa irreale, sfocata e terrificante. Il suo rapitore la vuole, la desidera, la pretende. Svela i lati più torbidi della sua anima e le regala un incontro ravvicinato con la morte. Quando, infine, non sembra esserci più scampo per la donna e per la sua famiglia, un colpo di scena stravolge e cambia completamente il sipario…

i vecchi

Il rispetto: ” una volta ascoltando questa canzone le persone si rispecchiavano, oggi molti giovani deridono i vecchi, ma dimenticano che tutti diventeremo vecchi…….”

I vecchi sulle panchine dei giardini
succhiano fili d’aria e un vento di ricordi
il segno del cappello sulle teste da pulcini
i vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi
i vecchi che si addannano alle bocce
mattine lucide di festa che si può dormire
gli occhiali per vederci da vicino a misurar le gocce
per una malattia difficile da dire
i vecchi tosse secca che non dormono di notte
seduti in pizzo al letto a riposare la stanchezza
si mangiano i sospiri e un po’ di mele cotte
i vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza
i vecchi un po’ contadini
che nel cielo sperano e temono il cielo
voci bruciate dal fumo dai grappini di un’osteria
i vecchi vecchie canaglie
sempre pieni di sputi e consigli
i vecchi senza più figlie questi figli che non
chiamano mai
i vecchi che portano il mangiare per i gatti
e come i gatti frugano tra i rifiuti
le ossa piene di rumori e smorfie e versi un po’ da
matti
i vecchi che non sono mai cresciuti
i vecchi anima bianca di calce in controluce
occhi annacquati dalla pioggia della vita
i vecchi soli come i pali della luce
e dover vivere fino alla morte che fatica
i vecchi cuori di pezza
un vecchio cane e una pena al guinzaglio
confusi inciampano di tenerezza e brontolando se
ne vanno via
i vecchi invecchiano piano
con una piccola busta della spesa
quelli che tornano in chiesa lasciano fuori
bestemmie e fanno pace con Dio
i vecchi povere stelle
i vecchi povere patte sbottonate
guance da spose arrossate di mal di cuore e di
nostalgia
i vecchi sempre tra i piedi
chiusi in cucina se viene qualcuno
i vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da
buttare via
ma i vecchi, i vecchi, se avessi un’auto da
caricarne tanti
mi piacerebbe un giorno portarli al mare
arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio
tutti quanti
sedia sediola… oggi si vola… e attenti a non sudare

Claudio Baglioni
Album: Strada Facendo

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Violenza sulle donne

violenza sulle donne Gli omicidi commessi ai danni di una donna vengono perpetrati nell’ ambiente famigliare e la maggioranza di essi è commesso da un marito, compagno o convivente, successivo alla decisione della donna di rompere il rapporto affettivo. In un uomo al momento dell’abbandono da parte della sua donna,  scatta il desiderio di non  di saperlo felice  senza di lui dentro di lui giorno per giorno nasce,  il desiderio di sopprimere quella persona ( o sua o di nessuno.) Non credo che sia l’amore o la gelosia che porta a questi gesti estremi, ma il considerare comunque una donna non come essere umano ma come oggetto di proprietà, e come tale senza possibilità di scelta, specialmente una scelta di andare via, di chiudere un rapporto, un matrimonio… la-promoter_0 (1)